Indice di sportività 2026: Milano prima in Italia
La provincia ottiene 1.000 punti e conquista per la prima volta la vetta della classifica. È prima negli sport di squadra e in sei indicatori, ma il risultato non misura direttamente costi, accessibilità degli impianti, liste d’attesa e continuità della pratica.
Milano è prima nell’Indice di sportività 2026 realizzato da PTS Sport e pubblicato dal Sole 24 Ore.
La provincia ottiene 1.000 punti e precede Trento, seconda con 994,4, e Bolzano, terza con 704,8. Seguono Bologna e Firenze.
È la prima volta che Milano conquista la vetta della graduatoria. Nel 2022 era settima, nel 2023 e nel 2024 quinta, mentre nel 2025 aveva raggiunto il terzo posto.
Il risultato descrive quindi una crescita progressiva, alla quale nel 2026 si è aggiunto l’effetto dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina: organizzazione, investimenti, eventi, attrattività internazionale e risultati sportivi hanno contribuito al sorpasso su Trento.
Il primo posto fotografa un territorio capace di concentrare grandi società, risultati professionistici, eventi, investimenti, media e cultura sportiva.
Non rappresenta però la certificazione che ogni problema dello sport milanese sia stato risolto.
Una classifica provinciale, non soltanto cittadina
Prima di interpretare il risultato bisogna precisare il territorio osservato.
L’Indice non riguarda esclusivamente il Comune di Milano, ma l’intera provincia, corrispondente alla Città metropolitana. Nel punteggio entrano quindi società, atleti, risultati, imprese, iniziative e strutture presenti anche negli altri comuni del territorio metropolitano.
Parlare di Milano come “città più sportiva d’Italia” è una sintesi comprensibile, ma incompleta. Il risultato appartiene a un sistema molto più ampio del solo capoluogo.
Questa distinzione è importante anche per comprendere ciò che la classifica non mostra: la forza complessiva della provincia può convivere con esperienze molto differenti tra il centro di Milano, le periferie e i comuni dell’area metropolitana.
Che cosa misura l’Indice di sportività
L’Indice di sportività 2026 è giunto alla ventesima edizione e prende in esame le 107 province italiane attraverso 32 indicatori, suddivisi in quattro macroaree:
- struttura e organizzazione del sistema sportivo;
- sport di squadra;
- sport individuali;
- sport e società.
Vengono considerati, tra gli altri elementi, tesserati, tecnici, dirigenti, enti di promozione, eventi, risultati agonistici, sport femminile, attività paralimpica, imprese, turismo, media, bambini, pratica amatoriale e investimenti.
I dati vengono generalmente rapportati alla popolazione provinciale tra 6 e 75 anni e successivamente combinati attribuendo pesi differenti ai singoli indicatori. In linea di massima si riferiscono al 2025, mentre per gli sport di squadra e le discipline invernali viene considerata la stagione 2025-2026.
Anche il punteggio di 1.000 deve essere interpretato correttamente: non significa che Milano abbia ottenuto una valutazione perfetta in ogni componente. È il valore assegnato alla provincia che guida la graduatoria.
Il primo posto è quindi relativo al confronto con gli altri territori, non equivale a dire che il sistema sportivo milanese funzioni al cento per cento.
Dove Milano costruisce il primo posto
Milano guida la macroarea degli sport di squadra con 1.000 punti, davanti a Bologna, Trento, Venezia e Firenze.
Il territorio conquista inoltre il primo posto in sei indicatori:
- calcio professionistico;
- basket;
- tasso di praticabilità sportiva;
- media per lo sport;
- sport, storia e cultura;
- investimenti nello sport.
Nel calcio professionistico pesa soprattutto lo scudetto dell’Inter, mentre nel basket incide il titolo italiano dell’Olimpia Milano. Sono risultati importanti, che confermano la capacità del territorio di esprimere società ai vertici nazionali e internazionali.
Raccontano però soprattutto la forza dello sport professionistico. Non dicono quanto sia semplice per una società dilettantistica ottenere un campo, per una famiglia sostenere il costo di una stagione o per un ragazzo continuare a praticare sport nel proprio quartiere.
Milano è prima anche nei media per lo sport. L’indicatore considera la presenza di mezzi di informazione e giornalisti sportivi e restituisce la forza produttiva e comunicativa della città.
Una grande quantità di informazione, tuttavia, non garantisce automaticamente che tutte le discipline, le società minori e i problemi dello sport di base ricevano attenzione. Anche un territorio ricco di media può lasciare parti del proprio sistema sportivo fuori dal racconto.
Il significato del primato negli investimenti
Uno dei risultati più rilevanti riguarda gli investimenti nello sport, dove Milano occupa il primo posto davanti a Bergamo, Prato, Verbano-Cusio-Ossola e Firenze.
L’indicatore utilizzato nell’Indice misura la propensione agli investimenti attraverso i dati dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale relativi al periodo 2019-2024.
Il dato segnala quindi la capacità del territorio di attivare risorse e operazioni sugli impianti. Non rappresenta un censimento completo dello stato attuale di ogni struttura e non permette, da solo, di sapere:
- quali lavori siano già stati conclusi;
- quali impianti siano ancora in attesa di interventi;
- se siano stati rispettati tempi e costi;
- quali tariffe verranno applicate;
- quante ore saranno effettivamente disponibili per lo sport di base;
- quanto gli investimenti miglioreranno l’esperienza quotidiana degli utenti.
Essere primi negli investimenti non significa automaticamente essere primi nella qualità percepita degli impianti. Tra la disponibilità delle risorse, l’apertura dei cantieri e l’utilizzo concreto di una struttura esiste un percorso che deve essere seguito e verificato.
Il peso di Milano-Cortina 2026
Il primato arriva nell’edizione in cui l’Indice introduce anche un indicatore dedicato ai risultati dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.
L’Olimpiade ha aumentato l’attrattività internazionale del territorio, accelerato investimenti e lasciato nuove strutture e competenze organizzative. Milano è inoltre seconda nell’indicatore relativo all’attrattività degli eventi sportivi.
Sarebbe però riduttivo attribuire l’intero primo posto ai Giochi. La provincia aveva già iniziato la propria crescita negli anni precedenti, passando dalla settima posizione del 2022 alla terza del 2025.
Allo stesso tempo, non si può ignorare che una parte del risultato 2026 sia legata a una condizione eccezionale e difficilmente ripetibile ogni anno.
La domanda decisiva non riguarda soltanto quanto l’Olimpiade abbia aiutato Milano a conquistare la classifica, ma quale eredità resterà dopo l’evento: strutture utilizzabili, tariffe sostenibili, spazi per le società, nuove opportunità per i giovani e continuità nella pratica.
Dove Milano non è prima
La vittoria complessiva non corrisponde a un dominio uniforme.
Milano è quinta nella macroarea dedicata alla struttura sportiva, alle spalle di Bolzano, Trento, Belluno e Sondrio. È terza in sport e società, preceduta da Belluno e Trento, mentre non compare tra le prime cinque province negli sport individuali.
Queste differenze aiutano a capire come viene costruito il risultato finale.
Milano raggiunge il primo posto attraverso una combinazione particolarmente forte di sport di squadra, professionismo, investimenti, eventi, media e cultura sportiva. Altri territori ottengono risultati superiori in singole discipline o in determinate componenti sociali e organizzative.
Il quinto posto nella struttura sportiva non significa automaticamente che Milano abbia impianti insufficienti. La macroarea comprende tesseramento, organizzazione, praticabilità, attrattività degli eventi, investimenti e risultati olimpici.
Mostra però che la provincia non occupa la prima posizione in tutte le componenti sulle quali si regge materialmente la pratica sportiva.
Quello che la classifica non può dirci
L’Indice offre una fotografia ampia e documentata del sistema provinciale. Non misura però direttamente alcuni passaggi decisivi nell’esperienza quotidiana di atleti, famiglie, tecnici e associazioni:
- quanto costa praticare sport a Milano;
- quanto pesano trasporti e distanze;
- quali siano le liste d’attesa;
- quanto sia difficile ottenere uno spazio;
- quali impianti necessitino ancora di interventi;
- quante persone interrompano la pratica;
- quanto siano accessibili le attività per chi dispone di minori risorse;
- quali differenze esistano tra centro, periferie e comuni metropolitani;
- quanto dello slancio olimpico arriverà realmente allo sport di base.
Il primo posto è un risultato storico e non deve essere sminuito. Milano dimostra di possedere una potenza sportiva che poche altre province italiane riescono a esprimere: grandi club, risultati, eventi, risorse economiche, capacità organizzativa e produzione culturale.
La classifica ci dice però soprattutto quanta forza sportiva è presente nel territorio. Non ci dice come questa forza sia distribuita e quante persone riescano davvero a utilizzarla.
La notizia è che Milano è diventata la provincia più sportiva d’Italia.
Le prossime notizie dovranno cercare di capire se la Milano che vince, organizza e investe coincida anche con quella nella quale una famiglia riesce a sostenere i costi, una società trova gli spazi necessari e un ragazzo può iniziare e continuare a praticare sport.
È nello spazio tra il primato nazionale e la vita quotidiana dello sport milanese che MilanoSport.eu dovrà continuare a cercare risposte.
Dati e metodologia: classifica interattiva dell’Indice di sportività 2026 e dossier PTS Sport–Sole 24 Ore.
